InfoLabro

Labro si adagia, con la sua forma a ventaglio, su un colle che si affaccia sulla valle del Fuscello e sul lago di Piediluco mentre alle spalle è dominato dalla catena del Terminillo.

Il turista, passeggiando nelle tortuose stradine di Labro potrà godere di questi paesaggi lacuali e montuosi, da finestre che improvvisamente si aprono tra le abitazioni di pietra e dal belvedere posto sulla sommità del paese. Incerta è l'origine del nome del paese: per alcuni deriverebbe dal latino"aper, aprum" cinghiale secondo una leggenda, la prima fortezza di Labro venne edificata da un patrizio reatino, il signore De' Nobili, il quale, in occasione di una battuta di caccia, aveva fatto promessa di costruire un castello nel luogo dove avrebbe abbattuto il suo primo cinghiale; e, quasi a memoria del fatto, ancor oggi lo stemma del paese reca su di sé l'immagine di un cinghiale sotto una quercia; per altri, e questa sembra l'ipotesi più probabile, il nome Labro sarebbe una derivazione di "lavabrum" che in latino vuol significare "vasca, bacino": questo anche per la prossimità al paese del lago di Piediluco, un tempo assai più esteso, sul cui bordo il paese sarebbe venuto anticamente a trovarsi.

 

Informazioni

Nel cuore d'Italia, Labro è un borgo unico... unico per la sua splendida posizione in cima a un colle boscoso che da un lato traguarda lo specchio del Lago di Piediluco, il più bello del Centro d'Italia, e da un lato l'immensa falesia del Monte Terminillo, l'Alpe di Roma Labro è un borgo unico per la sua millenaria storia di rocca a guardia degli antichi confini fra le terre umbre e reatine, unico, per la sua straordinaria storia recente, di recupero e rinascita...
Infatti Labro è stato il primo borgo del Lazio ad avere la ventura di essere integralmente sottoposto a un restauro di tipo conservativo!
Alla fine degli anni '60, il paese antico, quasi completamente spopolato in virtù della scarsa agibilità alle autovetture, fu 'scoperto' da un architetto belga che intraprese un'ispirata quanto ardita opera di recupero urbanistico: e così in quegli stessi tempi in cui i nuclei storici di quasi tutte le città e i paesi d'Italia venivano orrendamente scempiati da improvvidi 'ammodernamenti', a Labro, invece, l’utilizzo di materiali e, soprattutto, di forme originali riuscì a compiere il miracolo di resuscitare l’autentica atmosfera della rocca medievale!
E a renderla di nuovo viva! Perché, lo spirito dell'opera di recupero di Labro non fu accademico, volto a una filologica ricomposizione museale dei manufatti urbani, bensì fu uno spirito appassionato di ricostruzione di un autentico spazio vitale, case 'nuovamente' da abitare, e vie 'nuovamente' da camminare... 'nuovamente' eppure in armonia con l'antico!

 
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